Lunedì, 11 Luglio 2016 02:00

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PRODUZIONE
 : Gran Bretagna
REGIA : Peter Mullan
ATTORI : Eileen Walsh - Geraldine McEwan - Dorothy Duffy - Anniemarie Duff 
GENERE : Drammatico
ANNO : 2002

"La storia ha inizio nel 1964, ed è incentrata su tre ragazze (Bernadette, Margaret e Rose) mandate presso il convento gestito da Madre Bridget (madre superiora dell'ordine) ad espiare i loro presunti peccati: Margaret viene violentata dal cugino durante un matrimonio; Bernadette, orfana, attraente e civettuola suscita l'attenzione dei ragazzi; Rose invece è una ragazza madre. Le ragazze, che nel frattempo legano con le altre già presenti, sperimentano sulla loro pelle l'emarginazione dalla società e i soprusi perpetrati dai rappresentanti religiosi che non devono rispondere a nessuno del loro operato. Una dopo l'altra le ragazze proveranno, con esiti diversi, la via della fuga e la denuncia di quanto hanno dovuto subire nel corso degli anni. Ci riusciranno: Margaret grazie all'intervento di un parente che la riporta a casa, Bernadette e Rose in maniera assai rocambolesca. Alla fine del film, apprendiamo che Margaret è diventata insegnante e non ha voluto sposarsi, mentre Rose e Bernadette si sono sposate e Rose ha potuto riabbracciare il figlio dato in adozione tanti anni prima."
Fonte : Wikipèdia

Peter Mullan è un regista orientato verso gli intimi drammi dell'uomo , riesce a comunicare ,attraverso il grande schermo, le angosce, i disagi e quel senso di ingiustizia che ognuno di noi non vorrebbe mai vivere in prima persona. Ma esistono. Ogni giorno. Da sempre. La storia dell'uomo è in sostanza segnata dal sangue e dalla prevaricazione , dagli interessi e da un'indole che ci porta a dimenticare la dignità degli elementi. La storia parla chiaro : non c'è mai stato un periodo di pace. Mai. 
In questo caso Mullan si cimenta in fatti realmente accaduti in Irlanda e lo fa con un Film denuncia che gli è valso il Leone d'Oro nel 2002. Le tre protagoniste , accusate di "reati peccaminosi" , vengono trasferite in convento dove le "madri" , nel nome della fede, abuseranno della loro anima e del loro corpo. Lo faranno nel più infimo e peggiore dei modi li dove la psiche umana perde la ragione per inabissarsi nel timore di essere sbagliati. D'altra parte le religioni sono il mezzo perfetto per plagiare e giustificare le più grandi nefandezze della razza umana. Questa è storia.
La pellicola è densa, dura da digerire, le protagoniste interpretano fin a far male la sensazione di impotenza e disorientamento , la rabbia dello spettatore è palpabile, la regia trema tra le riprese fortemente volute per spaccare qualche cosa ai nostri occhi. E ci riesce. Ci riesce costantemente e per quanto Bernadette , Margaret e Rose siano tre personalità del tutto diverse tra loro, per quanto i loro sguardi stipulino un approccio intimamente controverso con la realtà, la sensazione di ingiustizia resterà il motore trainante di tutta la vicenda. Un plauso va proprio alle tre attrici ( Mullan è maestro nel trasmettere loro l'espressione del dolore ) che riescono a colpire per intensità ed empatia, le figure delle "madri" ( madri poi....che offesa per il concetto di "Madre" ) sono rese fredde e prive d'animo lasciando trasparire quella sporca complicità che di umano non ha nulla. Perchè noi uomini siamo anche questo. 
La sensazioni di vuoto e pieno a fine Film è pesante e fa ancor più male pensare che una folata di vento poco dopo ce la porterà via perchè tanto è già successo e noi non c'eravamo.

IN BREVE

Peter Mullan esprime il meglio di se in un Film denuncia che riporta a galla un'Irlanda chiusa nei misfatti di una fede che nulla ha a che vedere con la spiritualità di in dio che non porta nome.

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