Venerdì, 12 Gennaio 2018 19:42

Moliere in Bicicletta

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PRODUZIONE FRANCIA 
REGIA PHILIPPE LE GUAY
ATTORI 
FABRICE LUCHINI, LAMBERT WILSON, MAYA SANSA, LAURIE BORDESOULESC CAMILLE JAPY
GENERE COMMEDIA
ANNO 2013

Solo l’arte, se frequentata assiduamente con una insistita ricerca di senso, consente all’uomo di oggi di far chiarezza sugli accadimenti entro cui si ritrova, fino a consentirgli di diventare un Soggetto consapevole.

Questa è la tesi che pare sorreggere le trame del film di Philippe Le Guay Moliere in bicicletta.

Serge, un  attore ormai anziano, si ritira dalle scene e si rinchiude in un paesino della provincia francese.: è deluso, rancoroso, dominato com’è dal risentimento verso tutto il suo ambiente di artisti. Cerca di riportarlo alla pienezza della vita Gauthier, un collega più giovane. Costui infatti, pur essendo un affermato protagonista di serial televisivi, ambisce a metter su un’impresa teatrale per ottenere finalmente il riconoscimento dei critici e per riuscirsi pensa di poter contare sulla collaborazione dell’amico, che è  in disarmo ma ricorda bravissimo come attore di teatro.

Tra i due inizia una sorta di duello che tra promesse, gelosie, capricci e puntigliosità (Serge insiste a correggere la maniera di recitare di G., che contrappone la sua capacità di soddisfare il pubblico)  sembra infine concludersi positivamente : la parte ambita di Alceste, il protagonista del Misantropo di Moliere, che Gauthier vuole mettere in scena, verrà sostenuta a turno dai due. In effetti entrambi, poco alla volta, a forza di provare, cioè di leggere e rileggere il testo di Moliere, riescono a erodere  parte del proprio orgoglio  narcisistico e a conquistare la serenità di una  relazione tra  amici basata sulla sincerità e sulla lealtà.

A rinforzare questo ritorno di Serge alla pienezza della vita contribuisce anche la relazione che instaura con una seducente italiana, Francesca che in crisi a sua volta per il divorzio recente, proprio con i suoi comportamenti contraddittori e la sua lucidità di analisi, aiuta Serge a riconoscere nei suoi modi di fare  le meschinità e le idealità.

Insomma Serge sembra pronto sia a tornare sulle scene che a ritrovare l’amore. Ma la fragilità di questo idillio emerge all’improvviso quando Gauthier si abbandona alla forza del desiderio e approfitta di un momento di crisi di Francesca (rimasta sola  e in lagrime, dopo una serata piacevole trascorsa tra i corteggiamenti leggeri dei due amici) per possederla.

Questo tradimento porta Francesca alla fuga e Serge alla definitiva e consapevole assunzione dello stile di vita in solitudine, finallora subita più che cercata, sulla base di quanto propone Moliere attraverso  il personaggio di Alceste: la distanza dall’Altro come estrema dolorosa soluzione ai mali della vita sociale moderna, tutta basata sulla falsità delle ‘buone maniere’ e incapace di riconoscere la vera qualità che distingue le persone.

“Troppe perversità, troppo malanimo:  io chiuderò i rapporti con il prossimo. Troppo dolore le disgrazie portano tirandosi da parte; più si sopportano perché gli uomini si azzannano come lupi”.

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