Venerdì, 14 Ottobre 2016 02:00

Mater Morbi - Mater Dolorosa In evidenza

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TITOLO  : Mater Morbi - Mater Dolorosa
AUTORI : Roberto Recchioni, Massimo Carnevale ,Gigi Cavenago
GENERE : Drammatico - Horror
ANNO    : 2013 - 2016
PAESE  : Italia
VOLUMI : 2 Albi

Negli ultimi anni il nome di Roberto Recchioni è sempre stato più presente nel mondo del fumetto e abbiamo imparato a conoscerlo già con Battaglia (edito dalla Cosmo) e qui recensito e ,da diverso tempo, ha dato il via a molteplici produzioni di spessore. Mi riferisco ad "Orfani" , prima serie a colori della Bonelli che strizza l'occhio alle più blasonate serie della Marvel e caratterizzata da colpi di scena e dialoghi secchi ed incisivi senza mai dimenticare piccole divagazioni introspettive, a "John Doe" , personaggio maturo e provocatorio, sino a giungere alla ricostruzione di Dylan Dog , afferrato per capelli prima dell'oblio e divenuto ormai vittima dei propri stereotipi e  clichè. Recchioni ha così intrapreso un percorso che prevede un arco narrativo di tre anni durante il quale vedremo l'Indagatore dell'Incubo cambiare , invecchiare e raccontato con una sottotrama costante. Un progetto che ha preso vita già da un annetto circa e che ha già visto i suoi frutti.
Quel che mi ha sempre colpito di Recchioni è la sua indubbia capacità di saper narrare riuscendo a concentrare in poche battute sia l'aspetto puramente spettacolare sia quello più intimista donando ai protagonisti una caratterizzazione ed una identità ben definita. Dalle sue sceneggiature ho sempre colto un desiderio di comunicare un qualcosa di importante , una comunicazione quasi dettata da uno sfogo personale , da una rabbia per l'inascoltato , un qualcosa che lo avvicina ad essere un vero e proprio scrittore . I suoi personaggi, le sue storie non sono mai involucri vuoti, ma tendono sempre ad elevare a qualcosa di più lo stato di fumetto spensierato. E' un segno , a mio avviso, di una forte sensibilità e ,quando la sensibilità è forte, significa che in qualche modo modo la vita ti ha toccato da vicino. Da li il desiderio di sfogo, di "rabbia" e pace allo stesso tempo.

Questa era l'idea che mi ero fatto di Roberto Recchioni poco prima di leggere " Mater Morbi " e " Mater Dolorosa " (quest' ultimo con i disegni stratosferici di Gigi Cavenago).
Subito dopo mi son detto " ..ecco , ora tutto torna" .

Come sempre inizio la lettura dall'editoriale e vengo colpito da una frase in particolare "  .. A trattare il tutto con brutale delicatezza, e non senza un travaglio personale, lo sceneggiatore Roberto Recchioni, affetto da una patologia congenita che lo ha portato più di una volta in quel luogo che si trova tra la vita e la morte".  A quel punto mi incuriosisco un po e mi metto alla ricerca del filo conduttore tra Recchioni uomo, Recchioni professionista e tutte le mie impressioni che vi dicevo poco fa. . Un po perchè le storie di dolore ed emozioni forti  mi coinvolgono particolarmente e in modo positivo , un pò perchè mi aiutano a togliere il rumore di fondo della TV e riprendere me stesso.
Scopro quindi la storia di Recchioni, del suo reale stato di salute e tutto ciò che ne comporta e capisco quel desiderio di riscatto, quell'urlo soffocato, quell'atteggiamento che è facile confondere con arroganza, ma che è quel che più di vicino ci sia all'amore. Mi avvicino quindi al fumetto , ai due racconti "Mater Morbi" e "Mater Dolorosa" e vedo una storia personalissima, un atto di sfogo autobiografico, caduto all'apice di una maturità raggiunta dopo anni di ascolto. Il livello narrativo degli albi non ha eguali e leggerli dopo aver inquadrato anche il Recchioni uomo, rende il tutto ancora più duro, verace , livido e al contempo più romanticamente maturo.

Recchioni deve aver fatto un percoso profondo, ancora in atto, un percorso saggio, duro pesantemente accettato , arrivando li dove solo il dolore porta : alla maturità e alla conoscenza pacifica di se stessi. E' un percorso che pare insito nell'uomo e pare che solo il dolore ci renda maturi e consci della vita. E' un qualcosa che mi fa riflettere molto sui limiti dell'empatia umana.

Dal punto di vista puramente fumettistico, scopriamo quindi una faccettatura di Dylan Dog esistenziale, il rapporto con la Madre di tutte le malattie è terribilmente umano , il contrasto tra ragione e puro impulso emotivo nel non riuscire a vedere come unico atto di pace l'accettazione della sua esistenza. Un racconto estremo, colmo d'amore (non quello alla Armony o da soap opera) , profondo che trova la sua vera natura nell'ascolto più intimo dell'impotenza umana vista come compagna più che come nemica da sconfiggere. 

In "Mater Dolorosa" entra in scena anche la figura della madre pronta a lottare per il figlio (Dylan) che si vede costretto a farle capire che bisogna accettare anche una nuova madre ,Mater Morbi appunto implacabilmente presente ed "innamorata" di Dylan. Insomma i due albi sceneggiati da Recchioni, risultano essere l'ennesima prova d'autore di uno degli esponenti più produttivi e di spessore nel panorama della nona arte in italia svelandoci un Dylan .. e un Recchioni stesso, intimista e desideroso di urlare il suo punto di arrivo , capace di poter cogliere ogni istante di vita nella profondità di un ascolto infinito.

IN BREVE

Con questi due albi, Recchioni dimostra la sua estrema abilità nel raccontare i meandri reconditi dell'uomo, il rapporto con la malattia mettendo a fuoco un percorso introspettivo spogliato d'ogni ghirigoro. Lo sfogo di Recchioni, prende così forma in due storie profonde, magnificamente rappresentate e sceneggiate da un autore d'indubbia bravura.

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