Lunedì, 30 Maggio 2016 02:00

The Stone Roses

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ALBUM : Second Coming
COMPONENTI : Ian Brow (voce) - John Squire (chitarra) - Mani (basso) - Reni (batteria)
GENERE : Rock
ANNO : 1994
ETICHETTA : 
Geffen Records

Mi è da poco capitato di fermarmi difronte alla mia bella libreria e ripercorrere la collezione di CD , quando trascorrevo interi pomeriggi nei negozi di musica ad immergermi in profondissimi ascolti prima di far l'acquisto giusto e meritevole. Arrivavo poi a casa , scartavo il cd e prima di leggere ed esplorare l'intero librettino allegato, ne sentivo il profumo delle pagine. Altri tempi ora , tutto a portata di mano troppo velocemente e la cultura dell' usa e getta che prevarica ogni tipo di assimilazione attiva. Ma questo è un'altro discorso. Mi sono così imbattuto in "Second Coming"  degli Stone Roses, gruppo simbolo del britPop degli anni novanta prima che questo "marchio" fosse affibbiato unicamente agli Oasis. Vi racconterò molto in breve la storia degli Stone Roses . 

Nel 1989 esce l'album omonimo "Stone Roses" che divenne rapidamente una pietra miliare del panorama Pop di quegli anni : la band si contraddistingueva per le sessioni ritmiche affidate a due dei più imponenti rappresentanti della scena britannica : Mani e Ian. I due fecero letteralmente scuola con ritmiche del tutto nuove e sino ad allora mai esplorate e l'unione della batteria alle percussioni divenne in breve tempo il marchio di fabbrica degli StoneR che siglarono per sempre quell'epoca con il loro nome. L'album non tradì le aspettative e ancora oggi è un elegantissimo esempio di britPop distantissimo dagli Oasis (che dalla loro hanno un primo album stratosferico... e basta) e surrogati vari ( anche ai Blur fu applicata la stessa etichetta , ma il gruppo si è evolse per altre strade grazie al genio di Damon Albarn.).  Dopo questo loro primo successo , la band soffrì da un lato la gestione della fama e delle aspettative e dall'altro le incomprensioni e gli equilibri precari dei  vari componenti. Sulla loro storia si sono scritti fiumi di articoli e la potete reperire facilmente in rete.

Arriviamo quindi a "Secondo Coming" ,secondo album che decretò forse la fine del gruppo ( che quest'anno pare riunirsi ) . Album sofferto , travagliato, rimandato più e più volte, registrazioni a distanza di anni, revisioni e tantissime aspettative ( visto il calibro dei musicisti)  fecero si che "Second Coming" divenisse automaticamente l'album della conferma o della disfatta. Le sonorità completamente diverse , molto più vicine al Rock classico dal retrogusto Blues, le chitarre molto più presenti e un mercato pop saturo siano al midollo furono forse le cause di questa grande incomprensione. Vero è che nessuno si poteva aspettare un album che ricordasse Bon Dylan, Led Zeppeling e Rolling Stones per cui la delusione fu enorme e per quanto il singolo " Love Spreads" raggiunse la quarta posizione, l'album non decollò mai. 

Riascoltarlo oggi mi ha fatto riflettere molto perchè se "Second Coming" fu considerato un disco poco riuscito e lo si confronta con le produzioni di oggi...bhè, tanto di cappello a "Second Coming". Ho "scoperto" che è sicuramente vero che fosse un album meno ispirato , ma in quel Rock ho rivisto le percussioni di Reni mischiarsi ad assoli di chitarra di tutto rispetto ( Daybreak ) con il basso che detta legge indissolubilmente e una cambio di metrica a metà brano che sfocia in un tipico assolo e pianola ; la potente "Driving South" dal suono compatto che anticipa "Love Spreads", ha un impatto devastante dai primi secondi d'ascolto.  La stessa "Breaking Into Heaven" (brano di apertura) anticipa l'intero album con un intro da 4.20 min di sole percussioni per poi sfociare in un manto di chitarra a mio avviso sempre ispirate. La splendida "Straight To  The Man" che sembra avere una sorta di "scacciapensieri" intrufolato tra le pieghe delle percussioni e una leggerissima pianola funk che incalza in sordina. Gran pezzo, non c'è dubbio. Ci sono poi ballate classiche come "Your Star Will Shine" che per quanto classica, non si può non apprezzarne la qualità melodica ( che a mio avviso mi ricorda addirittura gli Everly Brothers)  e che forse viene lievemente a mancare (più per fantasia) nelle ultime tracce ( "How Do You Sleep" e "Tears" ).  Si arriva così a "Beggin You" , potete traccia dal forte richiamo rock tartassato da una batteria insalubre circondata da lamenti e chitarre dai ghirigori per nulla scontati. "Tightrope" è una ballata da spiaggia dal contesto Blues , semplice, pulita, con le sole percussioni a farla da padrone su una chitarra acustica "elementarmente" suonata : avete presente quando si cucina un piatto anche banale con ingredienti semplici? Se non son buoni, il piatto per quanto banale , sarà immangiabile. Ecco Tightrope è un piatto semplice con ottimi ingredienti.  L'album è permeato da tanti piccoli colpi di classe, da attenzione e scelte comunque volute e ricercate da una produzione meticolosa e quel che rese famoso la band , lo si può ancora intravvedere nelle grinfie di un Rock ritmato, strutturato e più che coinvolgente.

Insomma se questi erano i tasselli deboli della musica dell'epoca ( parliamo di un album di ben 22 anni fa) , oggi sarebbero degli esempi da seguire in un mercato sempre più affollato di cloni senz'anima. Ben venga "Second Coming"  allora, ben vengano gruppi che sanno ancora suonare, ben venga la passione nelle note e in tutto quel che si fa, si pensa e si racconta.

A fondo pagina potete ascoltare Feels Gold , pezzo storico della Band e Driving South tratto da Second Coming


DISCOGRAFIA

1989 - The Stone Roses
1994 - Second Coming

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